Prosport Atletica Firenze

…..quelli del Bruno Betti – Associazione Sportiva Dilettantistica

Margherita Hack – un ricordo dall’atletica

La notizia di ora in ora sta prendendo campo e conferma, la morte di Margherita Hack famosa astrofisica fiorentina che si è distinta negli anni per le sue ricerche e le sue lotte in ambito socio-politico.

Come trovato sul libro scritto da Maria Luisa Fancello, ” Il mio amore per l’atletica”, in collaborazione con Letizia Bartolozzi e Rinaldo Calcini abbiamo scoperto che Margherita Hack alla fine degli anni 30 fu una delle prime atlete fiorentine, gareggiava per la S.A.S. G.U.F. FIRENZE e per ricordarla vi alleghiamo un breve trafiletto:

“……. Negli anni precedenti il conflitto mondiale, la possibilità di fare atletica era legata all’esistenza di gruppi rionali, anche se la maggior parte delle atlete provenivano da ambienti scolastici. Una delle prime ragazze fiorentine a praticare e con successo atletica leggera è stata Margherita Hack, che si avvicinò a questo sport nel 1939. Le sue specialità erano il salto in lungo, con un record personale di 5,19 m e soprattutto il salto in alto, in cui, con lo stile <<all’americana>> raggiunse la misura di 1,30 . Successivamente il suo allenatore Danilo Innocenti, detto Piccio, che era campione di salto con l’asta, la convinse a cambiare stile e ad adottare lo stile <<Horine>>: questo le permise di passare in poco tempo a 1,45 m e poi a 1,50 m negli anni in cui il record italiano era detenuto da Ondina Valla con m. 1,57. In questo periodo Margherita Hack era una della quattro atlete italiane ad aver superato la misura di 1,50 m che, considerando l’inadeguatezza delle pedane di allora, rappresenta una quota di indiscutibile valore. L’atleta fiorentina partecipò con la squadra del GUF ai Giochi Universitari (detti allora <<Littorali>>) del 1941, vincendo salto in alto e salto in lungo e ripetendosi l’anno successivo nel salto in alto. Nel suo curriculum compaiono anche due partecipazioni ai Campionati Nazionali ad invito, in cui si classificò al terzo posto con 1,50 m, stessa misura della vincitrice. Nel 1944 fu convocata ad un allenamento collegiale in vista dei Giochi della Gioventù che tuttavia non furono mai tenuti a causa degli eventi bellici. Dopo la guerra tentò di riprendere l’attività sportiva ma senza successo perchè si trovò da sola a gareggiare in un ambiente tutto da riorganizzare.”

 

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